L’importanza di leggere gli ingredienti sulle etichette

Leggere la lista ingredienti riportata su un alimento, per chi è allergico, celiaco o intollerante, è fondamentale per evitare brutte sorprese. Troppo spesso capita che alcune aziende preferiscano giochi “creativi” a discapito della chiarezza nei confronti del consumatore, sia nella pubblicità che nei packaging di prodotto. La comunicazione dovrebbe invece essere trasparente, specialmente se il prodotto in questione è formulato per chi ha esigenze alimentari particolari come celiachia o allergie.

Un esempio che ci è capitato di provare recentemente è il packaging dei GraNò, i biscotti che Panarello propone in una versione senza glutine. Una bella confezione, il nome ha un gioco copy simpatico, ma è proprio quel nome che genera poca chiarezza nel consumatore.
Questo è un esempio di come un nome, puramente giocoso, suggerisca in chi acquista il prodotto,che i biscotti in questione siano senza grano. E invece non lo sono: privi di glutine, certo, ma il primissimo ingrediente è l’amido di frumento deglutinato. Quindi, grano (deglutinato ma pur sempre grano).
Il nome, quindi, può generare confusione e indurre in errore, facendo acquistare e consumare un prodotto sbagliato a chi il grano non dovrebbe proprio assumerlo. Soprattutto se è alle prime armi con il mondo delle allergie e intolleranze.

Alcuni di noi lavorano per agenzie di comunicazione e proprio per questo l’aspetto della chiarezza deve essere al primo posto.
Il lavoro del creativo deve prevedere tutto, anche tutelare il consumatore diretto di un prodotto con formulazione specifica.

Quando si parla di celiachia, allergie o problemi alimentari in genere, sarebbe sempre meglio evitare giochi di parole fini a sè stessi. Perché chi è affetto da questi problemi, può avere reazioni autoimmuni molto serie se consuma un prodotto non adatto alla dieta.

Ecco perché il consumatore deve sempre leggere gli ingredienti riportati in confezione. Infatti, sul prodotto preso in esempio gli ingredienti sono indicati in maniera precisa (incluso l’allergene del grano) e ben segnalati in grassetto. Ma giocare con il nome sul filo della trasparenza non lo troviamo corretto nei confronti del consumatore finale.

Vorremmo che le aziende capissero che la celiachia e l’allergia al grano, come tutte le allergie, non sono uno scherzo. Non bisogna produrre per forza un prodotto senza glutine perché oggi “va di moda”. Se si decide di farlo è importante farlo in tutti i suoi aspetti, anche quelli comunicativi.