Celiachia endometriosi correlazione

Celiachia ed endometriosi

 

Quando si parla di endometriosi ci si riferisce ad una malattia prettamente femminile, provocata dall’accumulo anomalo di cellule endometriali all’esterno dell’utero, come ad esempio nelle ovaie, tube, peritoneo, vagina e intestino.
Queste cellule, che dovrebbero invece risiedere esclusivamente nell’utero, provocano un’infiammazione cronica dannosa per l’apparato femminile, caratterizzata da:
  1. forti dolori durante il periodo mestruale e premestruale (dismenorrea)
  2. dolori nel periodo dell’ovulazione
  3. dolori pelvici cronici
  4. fastidi durante i rapporti sessuali
  5. stanchezza fisica cronica
  6. sofferenze intestinali.

A seguito della diagnosi di endometriosi, che può richiedere esami differenti a seconda delle singole pazienti e che verranno prestabiliti dal ginecologo curante, si potrà risolvere il problema asportando chirurgicamente in laparoscopia le cellule dell’endometrio esterne all’utero, senza intaccare l’apparato genitale riproduttivo femminile, operazione che potrà essere ripetuta più volte nel corso del tempo.

In presenza di dolori particolarmente forti potranno essere assunti specifici progestinici che però, col tempo, potrebbero portare molteplici effetti collaterali. Infine, trattandosi di un’infiammazione cronica dovuta ad una eccessiva produzione di estrogeni, potrebbe essere suggerita particolare attenzione nella dieta alimentare e nello stile di vita, nonché l’assunzione di specifici integratori.

Interazioni del glutine nell’endometriosi

Il glutine come si sa di per sé è una proteina che tende a creare e accentuare stati infiammatori già presenti all’interno del corpo.

Sebbene pertanto non strettamente collegato all’endometriosi, una dieta povera di questa proteina pare possa giovare a chi è affetto da questa patologia, proprio come per i pazienti affetti da fibromialgia.

In alcuni casi però l’endometriosi stessa è stata considerata un campanello d’allarme nei confronti di una celiachia non ancora diagnosticata. Infatti, nelle donne che talvolta non hanno ancora avuto diagnosi di questa patologia autoimmune con base genetica, si presentavano frequentemente sintomi quali cicli mestruali dolorosi e problemi pelvici.

Endometriosi: i benefici di una dieta povera di glutine

L’endometriosi presenta diverse manifestazioni cliniche e sintomatologiche provocate da un’alterazione metabolica e neuroendocrina provocate da infiammazioni croniche intestinali che spesso hanno avuto origine nell’infanzia.

Per questa ragione nasce una netta correlazione tra colite cronica, problematica ricorrente nelle donne affette da endometriosi
e celiachia.

In seguito alla diagnosi e alla conseguente eliminazione del glutine dalla propria dieta per la celiachia, molte pazienti affette da dismenorrea problematiche all’apparato riproduttivo femminile, hanno tratto giovamento e, in particolare quelle affette da endometriosi.
Questo, pertanto, fa pensare che una corretta alimentazione per la celiachia porta eventuali benefici per chi è affetto dall’endometriosi. Tutto ciò è possibile se la donna in questione venga seguita da un professionista e insieme decidono di intraprendere un percorso che miri al benessere sia del corpo che della mente.

Ciò non vuol dire togliere totalmente gli alimenti con glutine, un professionissa potrebbe ridurne il quantitativo e consigliare l’utilizzo di cereali antichi a ridotto tenore di questa proteina.

Infatti, le varie sintomatologie provocate dall’endometriosi provocano distress e una riduzione della qualità della vita portando la mente a vivere in una costante sofferenza caratterizzata da ansia e depressione.
In tal senso guardando allo stress in ottica di causa e concausa all’interno di gravi patologie, tra le soluzioni degli ultimi decenni si è potuto appurare quanto l’utilizzo della Mindfulness detta anche psicoterapia di terza generazione, porti dei benefici tangibili all’interno della vita di ognuno di noi.

Un aiuto può arrivare dalla Mindfulness

La Mindfulness è uno stato mentale che presuppone il mettere in pratica un impegno attivo e proattivo per modificare lo stato della nostra mente.
Quando parliamo di Mindfulness parliamo di atteggiamento mentale con il quale ci proponiamo di essere presenti nel qui ed ora in modo consapevole e non giudicante.
Inoltre, è una pratica di meditazione ormai validata dalle neuroscienze che ne dimostrano i benefici sulla struttura neuronale del nostro cervello. Da risultati di recenti studi è emerso che lo stress se non gestito adeguatamente, incide in modo significativo sulle lesioni endometriosiche, ridurne i livelli è dunque importante per la progressione della malattia e il rinforzo del sistema immunitario.
A tal proposito anche il suo fondatore definisce genericamente la mindfulness come il processo di prestare attenzione intenzionalmente, in maniera non giudicante, allo scorrere dell’esperienza nel presente momento dopo momento, e ancora, come “la consapevolezza che emerge dal porre attenzione al momento presente sospendendo il giudizio”.
Grazie alla pratica della mindfulness, dunque, è possibile ridurre i livelli di stress e soprattutto praticare l’accettazione mentale nel qui e ora dei sintomi e del dolore cronico derivanti da patologie che causano dolore persistente e debilitante come appunto l’endometriosi. Naturalmente anche in questo caso per iniziare a meditare è importante affidarsi a istruttori qualificati come nel mio caso prima come praticante e poi come istruttrice operante in ogni situazione della vita e nel caso specifico seguendo un percorso idoneo e personalizzato per la riduzione dei sintomi causati dallo stress.

In collaborazione con

Dott.ssa Simona De Lorenzo

Biologa e Nutrizionista
Docente di Corsi di Formazione sulla Sicurezza del Lavoro e Alimentare
Istruttrice di Mindfulness

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